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La vigilia di Grantham: «Quanto vorrei giocare contro il Forlimpopoli»

Lewis Grantham ci proverà fino all’ultimo, ma ormai è quasi certo: domani non sarà a disposizione dell’allenatore Benedetto Tardini e salterà la grande sfida contro l’A.C. Forlimpopoli, una partita che vale davvero una stagione.
«Mi spiace non poter dare una mano ai compagni, mi spiace star perdendo forma e resistenza. Ma Hattrick è così, alla mia età è dura recuperare da un infortunio – allarga le braccia il bomber inglese -. Di sicuro, non penso minimamente al ritiro. Voglio ancora dare qualcosa a questa squadra».
Sarà dura, per Lewis, vedere in campo il suo alter ego tra i romagnoli, lo spagnolo Reinaldo Fetecua: «La passata stagione vinsi la sfida con lui per il titolo di capocannoniere. Quest’anno sta andando alla grande, ma d’altro canto ha solo 29 anni», commenta Grantham, che invece ne ha 35 suonati.
Sul probabile tridente d’attacco che schiererà l’allenatore Tardini, Lewis, non mette becco: «Abbiamo tante soluzioni, anche senza di me. Di certo dovremo dare tutto. Vorrei tanto poter essere in campo, o almeno in panchina, per dare l’esempio ai ragazzi più giovani».
Sicuro assente sarà Luigi Monda, squalificato, oltre all’infortunato Luigi Amorese. Tutti disponibili, invece, i giocatori del Forlimpopoli: una squadra, lo ricordiamo, che vanta il triplo del montestipendi biancomalva nonostante abbia solo 15 elementi in organico contro i 27 del Borgomalva. «Sono fortissimi e lo sappiamo. Ma noi abbiamo sei punti di vantaggio, giochiamo in casa e vogliamo vincere il campionato», conclude grintoso Grantham.

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Mulora: «Punteggio pieno, perché tante polemiche?»

«Il girone d’andata si è concluso e il Borgomalva F.C. è in vetta alla classifica a punteggio pieno. Perché tante polemiche?». Il presidente Giorgio Mulora fa quadrato, dopo il post-partita di ieri in cui l’allenatore Benedetto Tardini è stato messo sulla graticola e ha ammesso alcuni errori commessi.
«È vero, non siamo stati perfetti. Però siamo riusciti a vincere tutte le partite. E quelle con le rivali più accreditate, Forlimpopoli e Icewitch, sono state conquistate in trasferta. Nel ritorno potremo contare sul supporto del pubblico amico», evidenzia Mulora.
Il Borgomalva non si nasconde più: «Puntiamo al primo posto e alla promozione in VII Serie. Questo non significa che non siamo consci del valore dei due avversari principali, ma dopo quando costruito nel girone d’andata sarebbe delittuoso non provarci». Su Tardini: «Benedetto ha un carattere spigoloso e pretende molto dagli altri, ma solo perché pretende ancora di più da se stesso. È uno dei fondatori del club e sa di avere la piena fiducia mia e del resto dello staff. In futuro servirà un tecnico più abile e magari carismatico per farci compiere un ulteriore salto di qualità: un piano che abbiamo stabilito con lo stesso Tardini, che passerà ad altro incarico. Ma il suo nome resterà per sempre molto in evidenza tra coloro che hanno reso possibile il nostro sogno».

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Spavaldo Amorese: «So essere decisivo»

È al terzo sigillo in campionato, ma questo è il più pesante di tutti: perché ha messo al sicuro una vittoria fondamentale, sul campo della squadra più forte della serie. Luigi Amorese sta vivendo una stagione strana: ha perso il ruolo da titolare che aveva nel campionato scorso, eppure sta togliendosi delle soddisfazioni inedite.
«È vero. L’anno passato giocavo e non segnavo. Ora faccio panchina ma quando il mister mi dà l’opportunità di esprimermi so essere decisivo, anche in zona offensiva», ragiona il ventenne difensore, idolo delle ragazzine del borgo per il suo sguardo da duro.
A lungo è stato fatto crescere anche in regia: ora, però, ha perso il posto negli slot di allenamento. «È un peccato. Ci avrei tenuto a diventare un mediano. Anzi, credo che avrei potuto essere un regista completo».
Difficilmente sarà accontentato. I virgulti provenienti dal vivaio, dotati di specialità e più giovani, sono ovviamente privilegiati. «Vivian e Lombisani? Bravi. Credo però che sono un Pasinato sarà in grado di farci fare un salto di qualità», afferma senza troppa diplomazia.
Non è un compagnone, Amorese. Attaccabrighe e irascibile, però virtuoso e grande professionista. «Ci tengo a essere pronto, sempre». L’infortunio di Bonetti potrebbe aprirgli uno spiraglio da titolare in vista della partita di Coppa del Mediterraneo: «Ci teniamo tutti, è un trofeo in cui abbiamo tanto da dire».
Se gli fossero preferiti a lungo i compagni più giovani sarebbe uno dei pochi biancomalva ad avere un minimo di mercato: «Un’esperienza all’estero mi piacerebbe. Ma poi, senza di me, chi segnerebbe i gol della sicurezza?».

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Curinga: «È giusto puntare sui giovani»

Difficile trovare chi non sia d’accordo: in quanto a regia e visione di gioco, nessuno è come lui. Umberto Curinga è un leader silenzioso dello spogliatoio biancomalva. Ha saltato un paio di partite dello scorso campionato, quando Tardini lo preservava per la Coppa: ma per il resto è un fedelissimo, sempre presente e darebbe tutto per la maglia.
Molto lo vorrebbero in mezzo al campo, come perno fisso e costruttore di gioco: «Eppure a me va benissimo essere spostato in difesa, in un ruolo di propulsione», sottolinea.
Sembra una frase detta apposta per rimarcare la propria dedizione alla causa: «Ma se pensate che si tratti di una captatio benevolentiae nei confronti dell’allenatore o della dirigenza sbagliate di grosso. A me, semplicemente, piace giocare. E ho delle caratteristiche che mi permettono di orchestrare il gioco dalla difesa. A centrocampo il mister punta su ragazzi più giovani, con margini di crescita migliori dei miei. È logico e comprensibile. Per quanto mi riguarda, potessi affinare un pochino i passaggi sarei felice».
Curinga, 25 anni, fa parte del gruppo originario che ha fondato il club. Non è un goleador, si ricordano solo due marcature con la sua firma, ma è un atleta di grande sostanza. Anche a parole: «L’anno scorso abbiamo sofferto sulle palle alte o quantomeno non siamo stati in grado di sfruttare a dovere i corner di Antonio (Bonetti, ndr). È bello che siano arrivati ragazzi alti e specialisti nel gioco aereo come Robbiati, Di Biagio e Gabellone».
A proposito di quest’ultimo, Curinga ha formato con lui una coppia difensiva inedita nel primo turno di Coppa Italia: «È stata una partita sui generis, perché abbiamo soprattutto dato una mano al centrocampo. È difficile che quest’impostazione possa essere confermata in partite più difficili. Tuttavia è stato bellissimo trovarsi a fianco un atleta con un’esperienza di quella levatura».

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Grantham: «Oggi conta solo vincere»

Lewis Grantham ha vissuto molte partite importanti, nella sua lunga carriera. Ha giocato in Inghilterra, Senegal, Danimarca, Stati Uniti, Svizzera… Ma per i tifosi biancomalva, è come se avesse sempre indossato questi colori.
«Mi piace questa dimensione – racconta l’attaccante inglese a “L’Ora del Borgo” -. Un ambiente che smaltisce senza traumi le sconfitte più cocenti è l’ideale, per una persona come me».
Ama Borgomalva, ama la sua gente: «È bello camminare in questi vicoli carichi di storia. Ma la cosa che più mi affascina è entrare in un locale, bere un buon bicchiere di vino e ascoltare i racconti degli anziani. Impensabile, per me e per Cindy, condurre una vita simile altrove».
Prossimo a compiere 35 anni, Grantham ha comprato casa e ambisce a restare a lungo nel borgo: «Voglio giocare fino a quando sono utile al team. E poi vediamo». Parole che non sono affatto sibilline, quanto piuttosto rispettose di Benedetto Tardini, l’allenatore di oggi e, probabilmente, di domani. Ma, prima o poi, toccherà a Lewis. «In futuro mi vedo su una panchina. Quella biancomalva? È presto per dirlo, ma – certo – non direi di no».
La stagione del Borgomalva F.C. è stata buona, ma senza sorprese: «L’obiettivo era il terzo posto, per gettare le basi di una promozione in VII Serie l’anno prossimo. Contro il San Paolino FC basterebbe probabilmente un pareggio: ma noi vogliamo scendere nel Lazio per fare la nostra partita e per portare a casa i tre punti. Non abbiamo altri pensieri se non la vittoria».
La classifica dei marcatori? «I traguardi personali vengono sempre dopo quelli di squadra. Se, con i miei gol, dovessi aiutare i “muli” a centrare il terzo posto, beh, potrei dirmi felice».
Un sorso di arneis, un sorriso e una confidenza: «In Svizzera l’alcool era proibito. Qui si vive in modo più rilassato e piacevole». E i risultati si vedono: con 17 reti in 12 partite, Grantham sta disputando la sua migliore stagione di sempre.
Lewis ha trovato il borgo dei suoi sogni, il Borgo ha trovato il suo campione.