Cena di fine stagione: il resoconto dal nostro inviato

Buon giorno amici e fans de I Paracarri!

Mi accingo, con colpevole ritardo, a raccontarvi i momenti salienti della simpatica cena sociale con la quale i rossoblù hanno festeggiato, assieme a molti dei loro supporters, la fine della stagione 45.

Il ritrovo era per le ore 20 alla Piccola Trattoria delle Anfore, simpatico locale situato nel centro storico della nostra bella città. La signora Maria, come al solito, è riuscita a deliziare tutti i presenti con la sua cucina semplice e tradizionale e con la sua gentilezza. Molto bello il colpo d’occhio dei tavoli, coperti dalle “storiche” tovaglie a scacchi rossoblù ed imbanditi con i taglieri di farinata, le torte di riso, i vassoi di coniglio “ai quattro tocchi” e soprattutto con i richiestissimi fiaschi di vino rosso locale, fasciati nella paglia. I due scandinavi della compagnia, Toni (Haka) e Bjornar (Rodset), ormai abituati a questa tradizione del club,  si muovevano con naturalezza fra trofie e salsina verde della cima: più impacciati risultavano Lipot (Tarrodi) e soprattutto Nolwin (Kooistra), molto intimorito all’inizio della serata. Ci ha confessato, nel suo italiano “rigido”, che nella sua Rotterdam era abituato a pasti molto meno conviviali; ma verso la fine della serata aveva evidentemente cambiato idea, perchè non ha esitato ad esibirsi, assieme a Joris Bonnez (accompagnati alla fisarmonica dall’incerto magazziniere Oddone),  in uno strano stornello in idioma probabilmente fiammingo! Mah…

Prima che i fumi dell’alcol prendessero il sopravvento sull’intera compagnia, il manager dei Paracarri “finalcar” ha preso la parola; in un breve discorso ha salutato e ringraziato la tifoseria e con poche parole commosse ha rinnovato i complimenti ai ragazzi ed a Mister Hansen per la meravigliosa promozione in VIII Serie e per tutte le soddisfazioni umane e sportive della stagione appena conclusa.

“Il nostro stadio, il piccolo ed accogliente Catino dell’Oblio, è stato nuovamente ristrutturato per accogliere tutti i tifosi della squadra – ha ricordato finalcar – Un tempo, il nostro era solo un piccolo campo: oggi è un bell’impianto, con le curve e le tribune. Inoltre, il club dei nostri sostenitori si sta velocemente avvicinando a quota mille, per cui ho pensato di dare un nome alle curve, come avviene per gli stadi dei professionisti. Voi sapete che sono un grande appassionato di sport motoristici, soprattutto di motociclismo: ho pensato perciò di battezzare le due curve con lo stesso nome di due meravigliose curve presenti negli autodromi di Misano Adriatico e del Mugello. La curva dove sono soliti sistemarsi i tifosi del club si chiamerà “Curva del Tramonto”, mentre quella opposta si chiamerà “Curva San Donato”. Cosa ne pensate?” Attimo di silenzio, poi grande applauso da parte di tutti. Faticando a farsi sentire, nel trambusto, il leader storico della tifoseria Agostino “Nonno Settimo” Bonavera ha esclamato: “Bene, allora se la curva è Del Tramonto, propongo di dare un nome anche al club: d’ora in poi ci chiameremo “I Tramontati”!!!” Fra i lazzi degli autoironici sostenitori rossoblù, qualcuno urlava “Bene! Così se perdiamo in casa, da Tramontati diventeremo Tramortiti!”, e qualcun altro diceva invece: “San Donato? Eh, poi dicono che non sappiamo più a che Santo votarci…”

Non poteva mancare un saluto ad uno degli ospiti d’onore della serata: Manager McAndell, fresco di promozione in VI Categoria. Pochi lo sanno, ma questo signore, oltre ad essere un grande amico del nostro club, è praticamente il padre putativo dei Paracarri, avendo contribuito in maniera determinante – con il suo esempio e con i successi sportivi del suo Real Akiba – a far nascere in finalcar il desiderio di emulazione. L’applauso della sala ha colto di sorpresa McAndell, impegnato in un’accesa discussione con Nonno Settimo. “Gli ha regalato la sua donna, ti dico! Una cosa incredibile: due russi nel ’53, alla faccia dell’originalità e dell’anticonformismo!” stava esclamando McAndell, fra l’imbarazzo generale. Più tardi si è appreso che i due, grandi appassionati del giuoco degli scacchi, stavano ripercorrendo le gesta di un noto fuoriclasse Sovietico durante una famosa partita del Campionato dell’URSS del secolo scorso.

La serata è trascorsa tranquilla e festosa, quando come da tradizione, alle undici e tre quarti, la signora Maria ha sorriso a tutti ed ha cominciato a lavare per terra – segno inequivocabile che il locale stava chiudendo. Qualche abbraccio, tanta allegria, e poi tutti si sono avviati verso casa, percorrendo a piedi, in piccoli gruppi, i vicoli che si dipanano a raggiera dal centro della Piazza del Battistero. Le voci sommesse e qualche risata sguaiata hanno continuato a risuonare, via via più attutite, prima che il rumore della serranda della Piccola Trattoria scorresse sulla serata come la parola “Fine” scorre sui titoli di coda di un bel film.

La stagione 45 si è conclusa così. Nel migliore dei modi, a mio parere.

Il mio colpevole ritardo è stato ovviamente causato dal mal di testa che mi ha colpito domenica mattina, al risveglio, impedendomi di scrivervi per tutta la giornata. Vi chiedo scusa, prometto che non avverrà più.

Nel prossimo articolo, parleremo un pò di calcio: sono stati infatti sorteggiati i gironi per la nuova stagione ed i Paracarri conoscono già i nomi delle squadre avversarie nel torneo di VIII Serie.  A presto, non mancate!

 

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