Lezioni di dialetto modenese

Da oggi l’esimio Dott. Ursele “due neuroni mi bastano” Boranga, capo ultrà dei Sangue BourdeaxuVerde, è a disposizione su questo sito con lezioni settimanali di dialetto modenese.
La sua teoria è che questo possa portare al gemellaggio con altre tifoserie, avvicinando culture locali diverse per dare un segnale positivo ad un calcio troppo circondato dalla violenza.
E poi se ci scappa il telefono di qualche figa, tanto meglio.

Lezione 1

Situazione: il fidanzato si mostra sensibile verso la propria donna in “quei giorni del mese”.

Frase: “Scolta bein, anch sat ghè al marches t’am po fer un buchein li stass.”

Traduzione: “Senti bene, anche se sei in quei giorni puoi darmi soddisfazione orale lo stesso.”

Glossario
marches: ciclo mestruale, spesso italianizzato in “marchese”;
buchein: pulizia dentale fatta con un filo interdentale piuttosto voluminoso e NON usa e getta.

Lezione 2

Situazione: Lui si lamenta con gli amici del sesso orale che ha con la sua ragazza.

Lui: “L’eltra sira ai era in machina cl’am feva un buchein; am son distrat un atim e go sburè in baca. Lè tota incazeda la taca a spuder e me g’ho det: spuda fora se no ta sporc i segiulein!”

Traduzione: “L’altra sea ero in macchina che mi faceva un bocchino; mi sono “distratto un attimo” e le ho sborrato in bocca. Lei tutta incazzata a cominciato a sputare e io le ho detto: sputa fuori che mi sporchi i seggiolini!”

Lezione 3

Oggi vi deliziamo con delle massime e dei modi di dire. Magari sono meno raffinate rispetto a degli aforismi, ma dicono molto della saggezza popolare modenese e della profondità delle persone di questa provincia.

“Sburè me, sburè tut.” Una colorita versione di “Contento io contenti tutti”.

“Te simpatic cumpagna un gat atac i maroun.” Verso chi non è particolarmente gradito.

“G’ho un caz ca t’amaz.” Elogio del proprio pene.

“Me a min sbat i maroun.” Disinteresse forte.

Lezione 4

Oggi si parla del delicato rapporto moroso/morosa (che in modenese è un termine familiare per indicare la propria ragazza/o).

Situazione: lei compra un vestito nuovo e cerca conferma dal suo moroso

Lei: “Aloura, at pies? Staghia bein?”

Lui: “T’am per un urineri!”

(lei: “Allora ti piace, sto bene?” lui: “mi sembri un’orinatoio”)

Situazione: in discoteca, lei parla con le amiche, lui ha fretta di andare.

Lui: “Aloura, andammia?”

Lei: “Ariv subett, du minut.”

Lui: “Andammia prima c’at mata ‘na zavata so par al cul?!”

(lui: “allora, andiamo?” lei:”arrivo subito, due minuti” lui:”andiamo prima che ti metta una ciabatta su per il culo?”

Da ciò si evince che i ragazzi modenesi sono forse un po’ grezzi, ma la loro schiettezza viene da sempre apprezzata; anche se espressioni intime come “tè na figa ad merda!” è meglio riservarle in discussioni con soli maschi.

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Io te la racconto la mia vita, ma se poi te ne penti??