Archive for January, 2012

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Storie biancomalva – 1

Sergio cammina quattro passi avanti a suo padre, che arranca sistemandosi nervosamente il borsone sulla spalla destra. «Aspetta, almeno…», dice questi a mezza voce, ma subito si pente e spera che il figlio non abbia sentito.
No, nessuna reazione. Sergio continua a percorrere, a capo chino, il sentiero sterrato che collega il Campo dei Muletti alla stazione ferroviaria di Mulignano. All’improvviso, un sasso davanti a lui sembra chiamarlo. Prende la rincorsa a passetti, carica il destro e colpisce con l’esterno, come il mister Verdolin gli ha insegnato tante volte con infinita pazienza. Il ciottolo rotola diritto per cinque o sei metri, poi piega sulla sinistra, saltella scomposto e scompare nel canale di scolo che corre lungo la rete perimetrale del campo.
«Eh…», sospira Sergio, quasi come se il sasso avesse voluto beffardamente confermare la sua bocciatura. Un quarto d’ora prima, ma sembrava passato un secolo. «Minati, mi dispiace…», aveva cominciato il mister guardandolo negli occhi. E lui si era sentito – tutto d’un tratto – le guance in fiamme.
«Dodici presenze ufficiali! E tre gol!», sente scandire da una voce infervorata, dietro di lui. È suo padre. Ha incrociato qualcuno: Lucio, l’attrezzista. E ora sta implorandone la complicità, mentre il poveretto preferirebbe essere ovunque ma non lì.
«La prossima settimana avrebbe potuto essere il primo ragazzo del vivaio promosso in prima squadra! Capisci? E invece, di punto in bianco, gli si dice: “Va’ a fè d’aôt”!». Sempre suo padre ricorre al piemontese, quando si tratta di porre particolare enfasi su una frase. “Va’ a fè d’aôt”, “vai a fare altro”. E che cosa, poi?

«Questo giocatore ha deciso di intraprendere una nuova strada nella sua vita e quindi non gioca più a calcio», scrive proprio in quel momento – a cento passi di distanza, nello spogliatoio – l’allenatore dello Spes Mulignano Junior. Giuseppe Verdolin chiude il suo quaderno ad anelli accarezzando sulla copertina l’adesivo biancomalva. Con l’unghia, il mister risistema un angolino che si stava sollevando. Dopo una quindicina di settimane di utilizzo, il quaderno ha già il dorso sgualcito. In nome di Minati non vi comparirà più, come quello di Dicher, Stipa, Menichetti, Coassin…
«Sono la mamma di Buffo Paolo…», dice arrotolando le “o” una donna sulla quarantina dall’accento spiccatissimo. È entrata nello spogliatoio senza neppure bussare. Un brontolio di Verdolin glielo fa notare e lei, imbarazzatissima, cerca di rimediare facendolo ora, e aggiungendoci un ridicolo «Permessoooo?»
«No, signora. Qui non può entrare – risponde il mister con ostentata noncuranza –. Mi lasci parlare con suo figlio». Verdolin alza finalmente gli occhi. E siccome la sagoma un po’ pingue della donna tentenna, aggiunge, gelido: «Da solo».
Ripristinata la sacralità di quell’ambiente precluso alle gonnelle, l’allenatore si mette le mani sui fianchi, reclina il capo sulla sinistra e osserva il mucchietto di ossa tremolanti che hanno trovato rifugio in un angolino: «Buffo sei buffo – sbuffa –. Ora, però, fammi vedere cosa sai fare con questo pallone».

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Col Busca record di spettatori e d’incasso

Se il 10-1 con cui lo Spes Mulignano ha battuto l’F.C. Busca 1920 non è record (rimane “in carica” l’11-0 del 19 novembre 2011 contro l’Iper Ravenna), sono altri i primati raggiunti quest’oggi.
Prima di tutto, quello di spettatori: 11.235, con tre settori su quattro riempiti (occorre assolutamente pianificare l’ampliamento). Poi l’incasso: 93.528 euro. E ancora: per la prima volta in campionato, due triplette (Infante e Fellini). Infine: record di gol nel primo tempo (7).

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“Muli” insaziabili: clamoroso 10-1 al Busca

Una lunga standing ovation ha accompagnato l’uscita dal campo dello Spes Mulignano, che oggi è congedato dal pubblico di casa con una prestazione indimenticabile. Nello scontro con la seconda forza del campionato – l’F.C. Busca 1920 – i “muli” hanno dimostrato concentrazione e spietatezza: il risultato è incredibile, roboante, inatteso, eccessivo. Ma questo 10-1 – che pure penalizza oltre misura un avversario comunque tosto – serve per costruire la giusta fiducia che deve accompagnare il delicatissimo passaggio in IX Serie.
«Prima, però, vorrei che i ragazzi onorassero fino in fondo la stagione, affrontando al massimo delle proprie capacita un altro team di valore: l’A.C. Fanfulla, cui renderemo visita a Lodi sabato prossimo», commenta il presidente Giorgio Pandolfi, strappato per un attimo alla doccia di spumante della festa-promozione nello spogliatoio.
Raggiante anche Gian Maria Fellini, leader silenzioso di questa squadra, autore di una tripletta che gli vale un ormai probabile successo nella classifica cannonieri (ora è a quota 17): «Prima di tutto viene la squadra. Ma oggi sono felice anche per me».
Senza storia la partita. L’atteso 2-5-3 plasmato da Sals denota grande rispetto verso il Busca: il centrocampo è irrobustito da Ribis trequartista (schierato nonostante il calo di forma) e da Leeb in posizione non offensiva. Saranno probabilmente mosse decisive, visto che anche il settore nevralgico dei cuneesi è formato da elementi di buon livello.
«Forse a Samczuck, Pilz e Lanciato (i tre registi del Busca, ndr) manca solo un po’ di “fondo” – rileva capitan Leeb –. Ecco perché era fondamentale partire bene». E così è stato: Pascuzzi (ancora lui!) va subito in rete al 6′. Al 22′ si fa male uno de migliori del Busca, Generoso Di Gallo. Tre minuti dopo, prima zampata di Fellini.
Il giovane terzino spagnolo Dionís Romay, uno specialista, sembra riaprire la gara con una punizione al 29′. Ma tra il 34′ e il 43′, la potenza d’attacco del Mulignano si esprime ai massimi livelli: segna tre volte Infante (velocissimo) e poi Fellini e Nardini. Il 7-1 con cui si conclude il primo tempo ha qualcosa d’incredibile. Unico neo: l’infortunio di Paolo Giusto, colpito duro da Lancellotti (ammonito).
Ripresa accademica: lo Spes arrotonda con Kihlstad, Fellini e il neo-entrato Carra. Trionfo finale.

La giornata in Serie X.524: L’F.C. Busca 1920 resta secondo (a 25 punti) e si giocherà la piazza d’onore in casa, tra sette giorni, contro l’Athletic Barbaricina, salito a 23 dopo il successo 8-0 sull’Under AZ.
Bene lo Jesolo Lido, quarto a 22 grazie al 5-0 contro l’A.C. Digascoigne, e l’A.C. Fanfulla Lodi, quinto a 21 dopo aver battuto 0-3 il King Tigers. Chiudono la classifica proprio King Tigers e Under AZ a 9 punti, infine l’A.C. Digascoigne a 6.

Marcatori: Gian Maria Fellini (Spes Mulignano) vola fino a 17 reti. Risponde alla sua tripletta con una quaterna Andrea Bossini (Athletic Barbaricina), ora secondo a 12. Sale a 10 il sempre più sorprendente Sigismondo Pascuzzi (Spes). Restano a 9 Maurilio Cancelli, Herbert Leeb (Spes), Generoso Di Gallo e Ricardino Nazarè (Busca).

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Junior: tedeschi più forti, Spes in crescita

C’entra poco che i “muletti” abbiano giocato ieri mattina (all’alba!) la terza partita in meno di quattro giorni. Non ci si può appellare neppure alla lunghezza del viaggio verso il Nord Reno-Westfalia per affrontare la prima partita nel campionato internazionale “Kleine Strombergs”.
La realtà è che lo Spes Mulignano Junior è ancora inferiore a compagini come i Mighty Ducks of Brakel: i tedeschi si sono infatti imposti legittimamente per 4-0. Nulla di grave: anche, i piccoli biancomalva si sono disimpegnati con onore. E non posso che crescere, contro avversarie di questo livello.
I “muletti” sono stati disposti da Giuseppe Verdolin con un 3-5-2 che ha permesso di allenare cross e parate. Diversi gli elementi sopra la sufficienza. Marco Cuzzo (7 come ala), Vittorio Interlandi (7 come attaccante), Piero Vivona (6,5 come attaccante esterno), Angelo Calboni (6 come terzino), Daniele Filesi (6 come difensore), Jonata Antinoro (6 come portiere).

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Junior: la scoperta di Paolo Buffo

Segnatevi questo nome: Paolo Buffo. Potrebbe diventare, per ruolo e attitudini, una bandiera dello Spes Mulignano. 15 anni e 70 giorni, tecnico, con buone caratteristiche offensive, Paolino è stato scoperto da Leonardo Modenesi e aggregato al gruppo guidato da Verdolin al posto di un delusissimo Sergio Minati.
«Speriamo che Buffo possa crescere tanto in questo anno e mezzo che trascorrerà tra noi – commenta l’allenatore dello Junior –. Poi sogno per lui un futuro in prima squadra».

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Junior: finisce un’era, si va all’estero

Con l’ultima giornata disputata oggi (Spes Mulignano Junior-Atletico Villanova 2-4, reti di Cuzzo e Minati) si conclude la prima esperienza dei “muletti” in un campionato ufficiale (il regionale piemontese Giovani Speranze). La squadra si è piazzata al 5º posto, senza mai entusiasmare.
«Ho chiesto al presidente Pandolfi, per crescere, di provare a iscriverci immediatamente a un quadrangolare internazionale. L’esperienza non potrà che fare bene ai ragazzi», dice a sorpresa il responsabile del settore giovanile Giuseppe Verdolin.
Ed ecco che – già dopodomani – i giovani biancomalva esordiranno nel prestigioso “Kleine Strombergs”, torneo organizzato in Germania – vi partecipano Münsteraner BVB Bübis, team di Amburgo, e Mighty Ducks of Brakel, del Nordrhein-Westfalen – che vede ai nastri di partenza anche i cechi dello Slatinka.
Unico problema: si gioca il venerdì, alle 6 del mattino!

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Largo successo nell’affascinante Iran

Lunghissima e affascinante trasferta, per lo Spes Mulignano, che – nella sua tournée infrasettimanale ha raggiunto quest’oggi l’Iran.
Nel Khuzestan, i biancomalva hanno battuto 8-2 l’AC Ahvaz, formazione di IV Serie. Tripletta di Luciano Fattobene (schierato in difesa!); doppietta di Ruhsare; reti di Viola, Carra, Macario.

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Partita-spettacolo: ma c’è troppa deconcentrazione

«La partita più emozionante della nostra storia». Non usa mezze parole, il presidente Giorgio Pandolfi, nel descrivere alla stampa il match vinto 4-5 in casa dell’A.C. Digascoigne. Però – al di là delle dichiarazioni di prammatica e dei sinceri complimenti all’avversario, autore di una partita preparata con grande cura – il patron biancomalva non è certo felice dell’atteggiamento dei suoi ragazzi: un’altra partita presa sottogamba, come quella di sette giorni fa, non può passare sotto silenzio. Non a caso circolano voci su una visita del presidente negli spogliatoi, subito dopo il sospiro di sollievo del 90′.
Che Digascoigne-Spes non fosse il classico testa-coda lo si sapeva dalla vigilia: quella toscana è una formazione nuova ma con una buona dirigenza, farà strada. Certo è che la scarsa concentrazione poteva giocare brutti scherzi al Mulignano e interrompere il record di vittorie. «Sarebbe stato un peccato», ammette mister Sals, piuttosto rabbuiato dopo l’incontro con il presidente.
La cronaca. Squadre schierate entrambe con un modulo iper-offensivo. Debutto tra i “muli” di Paolo Giusto sull’ala, con Leeb spostato in regia e staffetta prevista a centrocampo tra Nardini e Carra. Si rivede Ribis, fantasista dietro le punte Fellini e Infante (Platania in panchina).
L’avvio vede la prevalenza dei padroni di casa, ma lo Spes passa alla prima occasione, in contropiede, con Leeb (24′). Erkan Semiral, coach avversario, dispone subito dei cambiamenti tattici. E viene ripagato dall’immediato pareggio di Sladaković, autore al 27′ di un gran colpo di testa su corner, che beffa i quattro colpitori mulignanesi.
Per fortuna gli inserimenti dei centrocampisti sono sempre redditizi: e così, al 29′, Cancelli firma il nuovo vantaggio esterno. I toscani premono alla ricerca del pareggio e ci vanno anche molto vicini: invece arriva l’1-3 firmato da Nardini, su perfetto calcio di punizione a due.
Finisce il primo tempo, ma le statistiche sul possesso palla sono favorevoli al Digascoigne, prospettando una ripresa tutt’altro che semplice. E così è: al 48′ il giovane francese Deslandes dimezza lo svantaggio, facendo tremare i “muli”. Fellini, da goleador di razza, dilata nuovamente a due il margine di reti al 52′, ma non passano 60 secondi che ancora Deslandes riporta sotto i suoi, sfruttando un’invenzione dello spagnolo Colldeforn.
Sul 3-4 la gara si fa tesa. Tanti i cambi disposti da Semiral, alla ricerca di forze fresche. All’81’ Petracchini si sgancia dalla difesa e sigla quello che sembra il gol della sicurezza, ma non è ancora finita, perché tre minuti dopo Colldeforn sorprende ancora la difesa degli ospiti. Lo Spes soffre fino alla fine: le valutazioni indicano che il divario era comunque importante, ma se il Digascoigne avesse strappato un pareggio non avrebbe rubato nulla.

La giornata in Serie X.524: L’F.C. Busca 1920, prossimo avversario dello Spes, si mantiene a 11 punti di distanza liquidando 7-0 l’Under AZ: unica nota negativa l’infortunio dell’attaccante Nazaré, che potrebbe non essere recuperato per il big-match di sabato prossimo. L’Athletic Barbaricina, nonostante i tanti acquisti, cade invece a Lodi (4-1 per il Fanfulla): resta al terzo posto a 20 punti, ma vede avvicinarsi pericolosamente lo Jesolo Lido (19, dopo essere tornato al successo espugnando 1-4 la tana dei King Tigers) e proprio l’A.C. Fanfulla Lodi (18). Nelle parti basse, tutto invariato: King Tigers e Under AZ a 9 punti, A.C. Digascoigne a 6.

Marcatori: Gian Maria Fellini (Spes Mulignano) ha apposto il 14° sigillo. Lo inseguono a 9 gol ben tre compagni di squadra (Sigismondo Pascuzzi, Maurilio Cancelli e Herbert Leeb), oltre a Generoso Di Gallo e Ricardino Nazarè (Busca).

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Junior: il giorno di Nicola Cinti

Ancora una settimana interlocutoria, per quanto riguarda l’ingresso di nuovi talenti nel settore giovanile dello Spes Mulignano. Il prescelto della settimana ha 15 anni e 98 giorni e si chiama Nicola Cinti. Non ha – al momento – qualità molto evidenti. Potrebbe essere un attaccante, un’ala o un regista.

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Muli travolti dai fortissimi svedesi

Terza amichevole in trasferta – sempre contro formidabili corazzate di IV Serie – e terza sconfitta per lo Spes Mulignano, travolto ieri sera dagli svedesi del Grangeus Grisfarm per 9-2. Comunque positiva la prestazione dei biancomalva, che non lamentano infortuni. Soddisfazioni personali per Nelli e Viola, gli unici marcatori.