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Stagione 67: si sopravvive in sesta serie

La stagione 67 vedrà l’Ambrosiana giocare ancora in VI serie, sempre nel girone 688. Lo spareggio-salvezza contro la F.C. Minori ha infatti detto bene ai biancorossi, che alla fine si sono imposti per 4 reti a 2, evitando così la retrocessione. La situazione resta però identica a quella vissuta all’inizio della stagione precedente: l’obiettivo più logico rimane appunto la permanenza nella categoria, ma sarà ancora più arduo conseguirlo, visto che spesso è più difficile confermare un risultato dopo averlo raggiunto. Notizie positive anche per quanto riguarda il bilancio, dato che le casse societarie sono tornate sì floride, ma ancora non abbastanza da poter portare in maglia biancorossa giocatori che possano alzare di molto il livello della rosa. Continua invece il progetto della linea verde, con l’acquisto (piuttosto oneroso, a onor del vero) di un altro ragazzo di ottime prospettive, il 19enne centrocampista danese Theis Bruzelius, mentre sul fronte delle uscite si sono registrate le cessioni dei giovani Stefano Pucci, Pietro Melato e Morgan Cassitto, giocatori purtroppo quasi mai impiegati da mister Munerati nelle gare ufficiali. Il match di apertura sarà dunque la classica partita del I turno di Coppa Italia, che vedrà come avversari un’altra squadra campana, LA PODEROSA 11, appena neopromossa in quanto vincitrice del suo gruppo di VII serie ma, nonostante ciò, a prima vista favorita per il passaggio del turno.

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Il cuore oltre l’ostacolo

La sconfitta casalinga per 1-2 nell’ultima giornata della stagione 66 contro il Treviolo Nuovo Cuore Granata in un Sant’Ambrogio gremitissimo (primo “tutto esaurito” dopo l’ultimo ampliamento: 30000 spettatori) non cancella la grande stagione dell’Ambrosiana. I ragazzi di Guglielmo Munerati, infatti, contro ogni pronostico hanno concluso il campionato al quinto posto nel girone VI.688 con 17 punti, ottenuti tutti con cuore e agonismo, malgrado avversarie molto quotate. Un miracolo? Forse, ma ciò sminuirebbe l’ottimo lavoro svolto in queste settimane dai biancorossi, che oltretutto da qualche mese sono nel bel mezzo di un ricambio generazionale di cui si è già parlato più volte, riuscendo comunque a rimanere una squadra difficile da affrontare. La retrocessione diretta è stata dunque scongiurata, tuttavia la permanenza in sesta serie per la prossima stagione è ancora tutta da conquistare, visto che ci sarà da disputare ancora un play-out, uno spareggio contro un club di settima serie del quale già si conosce il nome: la F.C. Minori, squadra campana giunta quarta nel proprio girone (VII.288) assolutamente da non sottovalutare, campione di VIII serie nella stagione 62. Fortunatamente il match che deciderà tutto si svolgerà tra una settimana davanti al pubblico amico, che sicuramente accorrerà numeroso.

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Di nuovo secondi

Ancora una volta i giovani dell’Ambrosiana hanno terminato il loro campionato al secondo posto. Nella manifestazione a cui hanno preso parte, la “1° Italian Cup”, torneo di livello nazionale giunto alla sua sesta edizione, i biancorossi sono riusciti a conquistare 27 punti in 14 partite, grazie a 8 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, con 43 reti segnate e 23 subite (secondo miglior attacco e seconda miglior difesa). Purtroppo, in questo lasso di tempo l’esperienza dello scout Simone Belluzzo non è bastata a trovare altri talentini di belle speranze da aggregare in rosa, ma solo giocatori di discrete abilità che però potrebbero crescere molto sotto la guida di mister Balboni.

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Stagione 66: un’altra sofferenza in VI serie?

La conquista del terzo campionato nella ancor breve storia dell’U.S.Ambrosiana (fondata appunto solo nella stagione 60, come è stato più volte ribadito) ha testimoniato ancora una volta la bontà del lavoro svolto dalla società, ma al contempo ha scombussolato un po’ i piani che erano stati stabiliti dal management dopo la retrocessione in VII serie al termine della stagione 64. Pochi infatti avrebbero pensato a una promozione immediata, tanto meno ad un’altra vittoria nella stessa categoria, ma piuttosto ad una permanenza più duratura che avrebbe comportato una crescita tranquilla dei ragazzi più giovani. Invece ora ci si ritrova nuovamente ad affrontare la difficilissima VI serie, con la consapevolezza di non essere ancora pronti per questa categoria, soprattutto a causa di questioni economiche che non permettono acquisti di spessore in grado di aiutare i biancorossi a competere a questi livelli. Già il primo avversario della stagione 66 che si affronterà domani sera nella gara valevole per il I turno di Coppa Italia, la Florentia Novarese, fa pensare ad un’altra stagione caratterizzata da tante difficoltà e sofferenze. Lo stesso girone VI.688 in cui l’Ambrosiana è stata inserita parrebbe confermare queste sensazioni: sulla carta infatti, delle sette avversarie, solo una, forse due, possono dare qualche speranza di fare punti agli uomini di Munerati, mentre le altre appaiono decisamente fuori portata. Proprio come successe un paio di stagioni fa. Il mercato è servito solo per portare in rosa altri giocatori molto interessanti, ma ai quali ovviamente manca ancora l’esperienza necessaria per lottare in VI serie: ci si riferisce al difensore Piero Laganaro, al centrocampista inglese Benjamin Ritchie e a quello polacco Gabriel Kosznik, all’ala portoghese Alexandre Correia e all’attaccante olandese Marc-Marie Laurijsen, tutti sotto i 22 anni e tutti acquistati durante la stagione 65. A ciò bisogna aggiungere anche le partenze di Alessio Tilli e Claudio Stramare, colonne portanti del centrocampo biancorosso per molto tempo e protagonisti dei vari trionfi, uomini di grande esperienza ceduti per svecchiare una rosa che stava accumulando un’età media piuttosto alta insieme a qualche infortunio di troppo. Inutile fissare degli obiettivi, pertanto, questi verranno decisi solo a stagione in corso a seconda dei risultati che, magari, saranno ancora una volta sorprendenti. Con l’Ambrosiana nulla è impossibile.

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I ragazzini chiudono al secondo posto

La squadra giovanile dell’Ambrosiana si conferma ad alti livelli dopo aver chiuso al secondo posto la 35ª edizione del “Campionato primavera”, girone nazionale da 8 squadre. In questo periodo, altri giovanissimi calciatori sono stati selezionati dal nuovo osservatore, l’esperto Simone Belluzzo (68 anni), che nelle scorse settimane ha preso il posto di Aldo Zvietich: tutti di potenziale accettabile nel loro ruolo, come il centrocampista Gerlando Barni, l’attaccante Giuseppino Tolli, e l’ala Emilio Maffettone. Ma è l’ultimo arrivato alla corte di mister Balboni di cui si vocifera un gran bene: si chiama Mario Monilia, non ha ancora 16 anni, e può raggiungere un livello buono in difesa.

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Il terzo titolo arriva grazie alla differenza reti!

Dopo i trionfi nelle stagioni 62 (VIII serie) e 63 (VII serie), l’Ambrosiana si aggiudica ancora una volta il proprio campionato al termine della stagione 65, portando così a 3 il numero di titoli vinti, e ora la sua bacheca inizia ad incutere un certo rispetto negli avversari. Proprio come un paio di stagioni fa, anche questa vittoria è arrivata un po’ inaspettata, viste le forti squadre che componevano il girone VII.152, tanto che si è dovuti ricorrere alla differenza reti per sancirne il vincitore. I biancorossi, che sicuramente non partivano con i favori del pronostico nonostante la fresca retrocessione dalla VI serie, hanno disputato una stagione straordinaria, riuscendo infatti a conquistare 33 punti, esattamente come Serpici, squadra di Hattrick di lunga durata creata una decina di anni fa nella stagione 33 (ben 9 i campionati vinti dai laziali fra la X e la VI serie), la quale però si è dovuta accontentare della seconda piazza: +43 la differenza reti per i ragazzi, mentre i rivali si sono fermati “solo” a +31. E’ stato dunque un campionato molto equilibrato e incerto, soprattutto nelle zone di vertice, anche per merito di un’altra avversaria ben attrezzata, la f.c. bulldozer, società lombarda nata nel 2010 durante la stagione 42, con un palmarès altrettanto rispettabile (6 titoli, anche se nessuno oltre l’ottava serie), alla fine giunta terza e quindi ai play-off promozione. Quest’ultima in realtà è stata capolista per larga parte del campionato fino alla penultima giornata, quando ha perso la testa della classifica in seguito alla sconfitta inflitta nello scontro diretto proprio dagli uomini di Guglielmo Munerati (già trionfante alla sua prima stagione da allenatore!); il resto è stato fatto quest’oggi dalla stessa Serpici, che ha quindi relegato i lombardi sul gradino più basso del podio. Il trionfo biancorosso è merito di tutti, a partire chiaramente dal bomber fatto in casa Placido Paloschi, che con 16 reti si è aggiudicato per la seconda volta in carriera il titolo di capocannoniere, anche se, guarda caso, stavolta in comproprietà con il fortissimo attaccante boliviano Zalazar in forza proprio alla bulldozer. Anche l’avventura nelle coppe si può considerare soddisfacente: i ragazzi sono riusciti ad avanzare fino al sesto turno sia in Coppa Italia sia nella meno prestigiosa Coppa Alpi, stabilendo quindi un nuovo record di permanenza. Come nelle altre occasioni, grande è stata la gioia da parte di tutti con in testa il Presidente, ma la mente è già proiettata alla prossima stagione in cui bisognerà prepararsi al meglio a lottare per non retrocedere, considerando che non si potranno fare follie economiche per rinforzare la rosa e sapendo benissimo, vista la passata esperienza della stagione 64, che sarà un’impresa ai limiti dell’impossibile.

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Ambrogini terzi nel loro campionato

I giovani dell’Ambrosiana hanno concluso al terzo posto la 33ª edizione del campionato “B12”, torneo nazionale a 8 squadre, con 27 punti conquistati in 14 partite (8 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte, tradotte in 37 reti realizzate e 25 subite). Un campionato che ha visto l’arrivo in squadra di due interessanti prospetti nel reparto difensivo, il 16enne Eugenio Buonanno e il 17enne Mario Signori, nonché la promozione in prima squadra dell’ala Federico Mattesini e del terzino Saro Di Giacomo, che vanno così ad aggiungersi a Foppa, promosso durante la stagione 63. E molto presto potrebbe essere anche il turno di Gian Maria Foppiani, un altro difensore di livello buono che deve ancora compiere 17 anni.

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Stagione 65: rilancio e giovani le parole chiave

La stagione 64 ha messo in evidenza l’ampio gap esistente tra la VII e la VI serie. Per questo motivo, la società ha impostato una nuova linea strategica, basata su un progetto a lungo termine che prevede l’inserimento in rosa di molti talenti giovanissimi da far crescere che si spera col tempo possano aumentare ancor di più la competitività dell’Ambrosiana anche nelle serie superiori alla settima. La nuova stagione che si apre domani sera con il I turno di Coppa Italia contro il Galacarasau, squadra sarda sulla carta ampiamente alla portata dei biancorossi, è una stagione per certi versi di ricostruzione, a partire dal neo allenatore Guglielmo Munerati, l’ex capitano subentrato a Sergio Zaggia, e da una serie di compravendite che hanno portato a cessioni anche importanti, come quella della punta inglese Hector Thearle (purtroppo mai adattatosi pienamente al tipo di gioco imposto dal mister), e del difensore centrale Mauro Tabarini (cui va un enorme ringraziamento in quanto elemento imprescindibile nelle passate stagioni), controbilanciate da acquisti molto promettenti come il portiere Giovanni Soldato e l’attaccante Eugenio Maccarrone, entrambi ventenni, che si sono già messi in evidenza nelle amichevoli di precampionato. Pertanto, l’obiettivo principale non riguarderà prettamente i risultati: non interessa la promozione in sesta serie, infatti, ma come detto la crescita dei giovani in una squadra già strutturata con giocatori esperti che gradualmente dovranno essere sostituiti dai primi. E’ ovviamente sottinteso che il minimo sindacale sarebbe quello di mantenere la categoria, tuttavia il girone in cui i biancorossi sono stati sorteggiati sembra a prima vista essere composto da squadre molto toste e difficili da affrontare. Non resta che vedere come se la caveranno questa volta Paloschi e compagni.

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Ottavo posto e addii amari

L’Ambrosiana fallisce l’assalto al settimo posto, chiudendo la stagione 64 da fanalino di coda del girone VI.625 con soli 5 punti conquistati. Il campionato si conclude dunque com’era iniziato: 1-3 in favore della fc ciccio, scesa oggi in campo senza alcun obiettivo se non quello di fare bella figura in un Sant’Ambrogio che ha mostrato ancora una volta l’enorme affetto verso i ragazzi, nonostante la retrocessione (22500 spettatori, praticamente nessun posto vuoto sugli spalti). Ma è dopo il fischio finale che si verifica il momento più toccante: Sergio Zaggia, alla guida della squadra dalla sua fondazione, circa cinque campionati or sono nella stagione 60, ed eroe delle ultime due trionfali stagioni, smetterà di ricoprire il suo ruolo come ampiamente anticipato dalla società, salutando tutti commosso e venendo portato in trionfo dai giocatori, tra cui il capitano Guglielmo Munerati, che appende definitivamente gli scarpini al chiodo per ovvie ragioni anagrafiche, festeggiato anch’egli dai compagni che però da domani lo chiameranno “mister”.

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Altro trofeo per i giovani

I ragazzi allenati dal mister Gigi Balboni hanno conquistato il loro campionato, seppur in formato ridotto. Anche stavolta infatti si trattava di un torneo a quattro squadre, denominato semplicemente “Campionato Giovanile”, vinto dai biancorossi con 16 punti sui 18 disponibili. Tra le nuove reclute, si parla un gran bene del terzino Gian Maria Foppiani, sebbene non abbia ancora compiuto 16 anni, e dell’ala 15enne Franco Angioni, che può raggiungere un livello accettabile. Una cantera produttiva, che però dovrà riuscire a consacrare i suoi talenti anche in prima squadra.